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L'importanza dell'alimentazione nel bambino

 I bambini, si sa, sono "clienti" difficili ed esigenti. La maggior parte dei cibi sani e consigliabili non trova gradimento nel loro palato.

 

Se è complicato educare un adulto alla corretta alimentazione, lo è a maggior ragione con un bambino, per questo motivo esistono delle tecniche che puntano ad utilizzare il gioco per insegnare ai più piccoli l'importanza di una buona alimentazione.

 

La collaborazione tra asilo, scuola e famiglie è naturalmente fondamentale per un percorso educativo ottimale in questa delicata fase di crescita.

Attraverso attività ludico-didattiche si portano progressivamente i bambini alla scoperta del cibo e degli effetti benefici al proprio organismo.

L'educazione alimentare insegna a riconoscere i buoni dai cattivi alimenti, a comprendere le componenti nutritive di ciascuno e i momenti migliori per essere utilizzati, per questo deve partire in primo luogo dalle famiglie.

 

Questione di proporzioni

 

L'importanza reciproca di pranzo e cena è, purtroppo, spesso invertita: i bambini che mangiano nelle mense scolastiche tendono a non consumare l'intero pasto (spesso perché non gradito), mentre i genitori che lavorano riservano alla sera il menù più completo, favorendo così l'aumento di peso.

Durante la notte, infatti, il bambino non ha modo di smaltire le calorie in eccesso.

 

La colazione del mattino, spesso sottovalutata in Italia, è molto importante perché al risveglio, dopo una media di 10 ore di digiuno, l'organismo ha bisogno di "carburante" per ripartire.

Per fare una buona colazione, l'elemento chiave è il tempo. Alzarsi dieci minuti prima per sedersi a tavola è una strategia vincente: non solo si dà al bambino il tempo di svegliarsi con calma e di sentire gli effetti del digiuno notturno, ma si incentiva un inizio della giornata non troppo frenetico.

Una colazione scarsa innesca un vero e proprio circolo vizioso: è facile infatti che il bambino che non mangia al risveglio si butti affamato sulla merenda di metà mattina. Di conseguenza a pranzo non avrà fame. La merenda pomeridiana sarà quindi eccessivamente abbondante e la cena scarsa: in sostanza si sposta il bilancio nutrizionale verso gli spuntini di scarso valore a scapito dei pasti principali.

 

La merenda di metà mattina dovrebbe essere costituita da un frutto fresco o da semplice pane, meglio se integrale, che fornisce un buon apporto di carboidrati senza l'eccesso di zuccheri e grassi presente invece nelle merendine e nei biscotti.

Anche se spesso e volentieri la frutta e soprattutto la verdura viene vista in malo modo dal bambino un genitore deve sforzarsi il più possibile per abituarlo a consumare questi tipi di alimenti.

La frutta e la verdura non hanno mai controindicazioni e sono sempre consigliati dai dietisti vista la scarsa presenza di grassi e la vasta quantità di vitamine.

 

Ridurre al minimo la consumazione di merendine ricche di grassi ed evitare nella maniera più assoluta i fast food.

 

Abituare il bambino a dissetarsi utilizzando acqua piuttosto che succhi confezionati ricchi di zucchero, del quale sarebbe meglio limitarne l'uso. Consigliabili invece succhi di frutta come spremute fatte in casa.

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